Myriamel

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    Leggere, guardare film e serie tv e, ovviamente, videogiocare!
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    Dragon Age, Mass Effect, The Witcher

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  1. Poco più di tre settimane ci separano dall'inizio dell'E3 2017 e cominciano ad arrivare i primi annunci. Focus Home Interactive, come da tradizione, sarà presente con conferenze a porte chiuse, interviste esclusive e demo. Il publisher francese ha da poco pubblicato la sua line-up per la fiera, che comprende diversi RPG di rilievo. Gli sviluppatori terranno presentazioni esclusive e a porte chiuse per i seguenti titoli: Vampyr (Dontnod): 45 minuti di gameplay inedito A Plague Tale: Innocence (Asobo): 15 minuti di gameplay accompagnati dal commento degli sviluppatori Call of Cthulhu (Cyanide): gameplay accompagnato dal commento degli sviluppatori Nell'area interviste, invece, saranno rilasciate nuove informazioni riguardanti i seguenti giochi: Insurgency: Sandstorm (New World Interactive) Werewolf: The Apocalypse (Cyanide) GreedFall (Spiders) The Surge (Deck13) La maggior parte dei titoli citati fa parte del genere RPG: Vampyr, action-RPG ambientato nella Londra del 1918 con protagonista un medico vampiro, sviluppato dai creatori di Remember Me e Life is Strange Call of Cthulhu, RPG stealth e investigativo tratto dall'opera di Lovecraft Werewolf: The Apocalypse, nuovo gioco ambientato nell'universo di World of Darkness, sede anche di Vampire: The Masquerade GreedFall, nuovo RPG fantasy dei creatori di Mars: War Logs, Bound by Flame e The Technomancer The Surge, action-RPG fantascientifico dei creatori di Lords of the Fallen, costruito sul modello souls-like e uscito di recente Ricordiamo che l'E3 2017 si terrà a Los Angeles dal 13 al 16 giugno. Leggi la news sul portale
  2. topic ufficiale

    Dragon's Dogma: Dark Arisen è in arrivo su PS4 e Xbox One La prima versione di Dragon's Dogma, action-RPG fantasy di Capcom, è stata rilasciata nel 2012 per Xbox 360 e PlayStation 3. L'anno successivo è stata pubblicata l'espansione Dark Arisen, venduta in un pacchetto completo che comprende anche il gioco base e diverse migliorie grafiche. Nel 2016 la versione completa è uscita anche per PC tramite Steam. Ma non è tutto. Un tweet dall'account ufficiale del gioco annuncia infatti che Dragon's Dogma: Dark Arisen uscirà anche per PlayStation 4 e Xbox One quest'autunno. Il numero della rivista Famitsu su cui è apparso l'annuncio per la prima volta afferma che l'uscita sulle console current gen è prevista soltanto per il Giappone. IRiporta poi che insieme alla versione per Xbox One e PS4 uscirà anche la versione PC, finora inedita negli store nipponici. Il lancio simultaneo delle tre edizioni del gioco, infatti, celebrerà il quinto anniversario di Dragon's Dogma. Tuttavia il tweet riportato sopra, pubblicato poco più tardi, sembra suggerire che il lancio avverrà invece in tutto il mondo. In ogni caso, visto il successo del titolo, è probabile che il lancio occidentale non si faccia attendere molto. La versione PC di Dragon's Dogma: Dark Arisen è infatti il gioco di Capcom venduto più velocemente, e sarebbe uno spreco escludere il mercato occidentale. Chissà se il prossimo passo di Capcom sarà l'annuncio di un sequel. In fondo la software house giapponese ci ha già fatto un pensiero, e lo sbarco su console current gen potrebbe conquistare una nuova porzione di pubblico in vista del seguito. Leggi la news sul portale
  3. Secondo me come gioco è discreto. I punti di forza sono un sistema di combattimento dinamico e molto divertente e il Nemesis System, che fa sì che i capitani orchi ricordino i precedenti scontri con il protagonista e commentino di conseguenza. Anche se non mancano fasi stealth e altre missioni particolari legate alla storia, la maggior parte del gioco alla fine consiste nel massacrare orde di orchi (che comunque è davvero divertente). Non ti aspettare però il mondo di Tolkien: da purista tolkeniana, ammetto che qualche uscita mi ha fatto leggermente rabbrividire . Sì, compare Gollum, è ambientato a Mordor e il protagonista Talion è in "simbiosi" con il mitico Celebrimbor, ma sono completamente estrapolati dal contesto originale. Poi è anche un buon gioco, ma devi far finta che non c'entri niente con il mondo del Signore degli Anelli.
  4. Questo riguarda la storyline curata da Kennedy e l'ha detto lui stesso, l'ho anche riportato alla fine della news. Invece la frase precedente credo sia solo il risultato di un errore di traduzione: Kennedy ha parlato di "a storyline bit of lore which is well-segregated from other parts of the game". Quindi è la sua porzione di gioco ad essere distaccata dal resto, non è necessariamente la parte di lore ad essere stata in secondo piano nei titoli precedenti. Ha soltanto pubblicato una serie di tweet ambigui. Li avevamo commentati qui e qui. Nell'ultimo poi c'è quella torre in posizione E3 che sembra difficilmente un caso.
  5. Nemmeno io l'ho capito. Sono andata a cercare il comunicato di Netflix e tutte le informazioni possibili su altri siti, ma viene solo riportato quanto detto dai produttori. La "famiglia poco convenzionale" potrebbe essere quella di Geralt, Yennefer e Ciri, ma anche una nuova. E l'espressione "the characters are original" può essere interpretata in vari modi: personaggi nuovi? personaggi unici e diversi da quelli visti finora nella TV anglosassone? Ammetto che a me piacerebbe molto vedere la storia dei libri adattata per la TV. Tra l'altro ha una struttura che si sposa bene con il format delle serie. Certo però che il cast dev'essere impeccabile e che la scrittura deve essere all'altezza della fonte. Una nuova storia con nuovi personaggi non rischierebbe di "rovinare" la storia di Geralt e Ciri, ma potrebbe facilmente finire nell'anonimato.
  6. La serie di The Witcher è iniziata come saga letteraria, nata dalla penna dello scrittore polacco Andrzej Sapkowski. La sua fortuna è proseguita con l'adattamento di CD Projekt RED, che ne ha tratto una trilogia videoludica sequel, diventata istant-cult per tutti gli appassionati di RPG. E visto tutto questo successo era solo questione ti tempo prima che approdasse anche sullo schermo. Per il momento, quello della TV. Netflix, la piattaforma streaming che negli ultimi anni ha rivoluzionato la televisione, si è infatti interessata a The Witcher. In un comunicato, viene annunciato che la saga sarà trasposta in una serie TV drammatica in lingua inglese. La serie non sarà tratta dai videogiochi, ma dai libri di Sapkowski, e lo scrittore stesso è coinvolto nella produzione. "Andrzej Sapkowski ha creato un mondo ricco e memorabile, insieme magico e familiare" ha dichiarato Erik Barmack, vice presidente di Netflix. Anche Sapkowski si è detto contento dell'adattamento. "Sono emozionato all'idea che Netflix realizzerà un adattamento delle mie storie, restando fedele al materiale originale e ai temi che ho sviluppato per trent'anni. Sono entusiasta dei nostri sforzi insieme, così come del team che porterà questi personaggi alla vita." Di certo è un atteggiamento molto diverso rispetto a quello riservato a CD Projekt RED, verso la quale lo scrittore si è sempre rivolto con malcelato astio. C'è da dire che Sapkowski sarà consulente creativo della serie, quindi avrà di sicuro più voce in capitolo rispetto a quando accaduto con i videogiochi, con i quali - per sua scelta - non ha avuto nulla a che fare. Alla serie parteciperanno anche Sean Daniel (La mummia, Ben-Hur, The Expanse) e Jason Brown (The Expanse). Inoltre Tomasz Baginski, regista dei video introduttivi dei tre videogiochi di The Witcher e candidato all'Oscar per il cortometraggio The Cathedral, dirigerà almeno un episodio a stagione. "Le storie di The Witcher seguono una famiglia poco convenzionale che si riunisce per combattere per la verità in un mondo pericoloso" hanno spiegato Daniel e Brown. "I personaggi sono originali, divertenti e costantemente sorprendenti. Non vediamo l'ora di portarli su Netflix, la casa perfetta per lo storytelling innovativo." "In questi libri c'è una profondità morale e intellettuale che va oltre il genere" ha aggiunto Baginski. "Si tratta di una storia che parla di oggi e delle sfide di oggi, nascosta sotto una copertina fantasy. E' una storia su di noi, sul mostro e sull'eroe che ci sono nel cuore di ognuno di noi." Netflix riuscirà a rendere giustizia ai libri di Sapkowski? Le carte in regola per creare un prodotto di qualità ci sono tutte. Leggi la news sul portale
  7. Neanche a farlo apposta: esattamente una settimana fa avevamo pubblicato un articolo di approfondimento su Dragon Age 4, immaginando quale direzione avrebbe potuto prendere. Oggi potrebbe essere arrivata la conferma, sfuggita in maniera non ufficiale allo scrittore Alexis Kennedy. Kennedy è noto per essere il lead writer dell'indie Sunless Sea, ma ha già lavorato sul franchise di Dragon Age attraverso lo spin-off The Last Court. Lo scorso settembre aveva annunciato che avrebbe iniziato una collaborazione con BioWare e soprattutto con Mike Laidlaw e Patrick Weekes. I nomi delle due menti dietro la celebre serie fantasy avevano già attirato l'attenzione dei fan, ma adesso non ci sono più dubbi. In un'intervista con Eurogamer, Kennedy ha parlato del suo lavoro come "guest writer", ed è stato piuttosto chiaro. "Ci sono delle grandi differenze tra il mio solito lavoro e il lavoro che svolgo per BioWare... e ora posso dire legittimamente che si tratta del franchise di Dragon Age, anche se si sa già da un po'" ha dichiarato. "Teoricamente è un segreto, ma dopo aver saputo con chi stavo lavorando tutti coloro che ci tenevano l'hanno capito. E poi, il giorno che ho cominciato, Mark Darrah ha twittato scrivendo 'benvenuto nel franchise di Dragon Age', quindi ho pensato che, be', fosse ufficiale adesso." Kennedy ha anche rivelato qualche piccolo dettaglio sul suo ruolo nel progetto. "Ciò che posso dire è che mi è stata data una considerevole autonomia per lavorare su una storyline legata al lore ben separata dal resto del gioco" ha preannunciato. "Il che ha molto senso, visto che lavoro a distanza. E sì, se conoscete i miei lavori precedenti probabilmente non sarete stupiti dall'argomento. Si tratta di qualcosa di familiare." Resta da vedere se si tratta davvero di Dragon Age 4 o solo di uno spin-off della serie. Tuttavia, visto il finale del DLC L'intruso, la prima ipotesi è piuttosto probabile. Anche alla luce dell'accoglienza non eccellente di Mass Effect: Andromeda, che potrebbe spingere BioWare a puntare di nuovo sulla sua saga fantasy. Che dite, l'annuncio arriverà davvero all'E3 2017? E soprattutto, Alexis Kennedy dovrà sorbirsi una durissima ramanzina da parte di Mike Laidlaw stasera? Leggi la news sul portale
  8. topic ufficiale

    The Surge - I voti della stampa italiana e internazionale The Surge, l'atteso action-RPG di Deck 13, è uscito oggi per PC, PlayStation 4 e Xbox One. Il lancio del titolo è stato accompagnato dalla consueta pubblicazione delle recensioni. Andiamo a vedere qual è il verdetto della stampa nazionale e internazionale. Il principale punto di forza del gioco risulta essere il sistema di combattimento, che mantiene la complessità e la fluidità dei souls-like pur trovando una sua identità. Di derivazione From Software è anche la difficoltà, tarata verso l'alto e in grado di offrire un notevole livello di sfida. Un altro aspetto positivo è la personalizzazione dell'exo-suit. Invece, diverse critiche riguardano il comparto narrativo mediocre e un level design insoddisfacente. Qui di seguito riportiamo le recensioni delle testate italiane. Eurogamer - 7 "The Surge è in definitiva un souls-like in tutto e per tutto, e si porta dietro i pro e i contro di questa scelta. Il combat system funziona, è collaudato e propone qualche variante efficace alla formula che non lo rende una mera copia. [...] Non bastano l'ottima veste grafica e la natura diversa dell'ambientazione a salvare uno spessore narrativo minore rispetto ai rivali." Multiplayer - 8.5 "The Surge tiene sempre alta la tensione del giocatore, chiedendogli di non abbassare mai la guardia e ponendogli problemi ogni volta che incontra un nemico. Insomma, è sì un soulslike, ma riesce anche a essere qualcosa di diverso, che sarà gradito da chi cerca qualcosa di nuovo." Everyeye - 6.8 "Non consiglieremmo mai di avvicinarsi al genere con questo The Surge, ma se vi accontentate di un’opera da affrontare in maniera un po' "meccanica", senza troppe pretese, la produzione di Deck 13 potrebbe non essere da buttare." Spaziogames - 7.5 "The Surge è un titolo che fa della struttura rodata del genere da cui attinge il suo punto di forza." A seguire ci sono invece i voti della stampa internazionale. IGN - 7.9/10 "The Surge fatica a presentare una campagna avvincente, ma offre un nuovo approccio a un genere familiare." Polygon - 80/100 "The Surge si costruisce con successo sulle sue ispirazioni e trova la propria voce." Gaming Trend - 90/100 Gamezone - 8.5/10 TechRaptor - 8.5/10 GameGrin - 8.5/100 PCGamesN - 8/10 Attack of the Fanboy - 80/100 DualShockers - 80/100 Xbox Achievements - 80/100 GameInformer - 70/100 CG Magazine - 7/10 Destructoid - 65/100 GameWatcher - 6.5/10 Twinfinite - 60/100 Pushsquare - 50/100 Trusted Reviews - 4/5 UsGamer - 3.5/5 Slant Magazine - 3.5/5 Qualcuno di voi ha già provato il gioco o ha intenzione di farlo presto? Leggi la news sul portale
  9. Mi spiace ma qui anch'io sono categorica: un personaggio predefinito non è da Dragon Age. Anzi, uno degli elementi principali che hanno reso popolare Origins è proprio la possibilità di scegliere razza, sesso e classe e di personalizzare aspetto e comportamenti del PG. Un personaggio predefinito funziona bene in altri contesti (TW ad esempio), ma non in DA. E' vero che è difficile immaginare dei magister seguire un elfo. Però secondo me la storia di un ex schiavo liberato, e per giunta durante l'insurrezione degli elfi che si uniscono a Fen'Harel, si inserirebbe bene nel Tevinter. Come Willow, anch'io ho pensato subito a Shartan, che ha unito la ribellione degli elfi alla Sacra Marcia di Andraste in nome dell'obiettivo comune di sconfiggere i magister. Non è necessario che la crema dell'aristocrazia del Tevinter si sottometta all'ex schiavo elfo, basta che siano disposti a seguirlo un tot di personaggi (companion e alleati, che possono provenire da altri stati del Thedas o appartenere alla componente "illuminata" degli abitanti dell'impero, come Dorian). Poi sarà la minaccia incombente della fine del mondo a costringere le persone, volenti o nolenti, a unirsi, ovviamente con le dovute eccezioni. Tra l'altro lo stesso discorso degli elfi lo si può fare con i qunari, che sono un'altra razza con rigidissime regole e tradizioni e spesso in opposizione con il Tevinter. Ma anche qui è un ostacolo che grazie a un background ben costruito si può superare.
  10. A me è piaciuto un sacco Tales from the Borderlands. C'è tutta la follia di Borderlands nella struttura da serie TV di Telltale, e non mancano alcuni easter egg assurdi per chi ha giocato la saga originale. E secondo me migliora con il proseguire degli episodi.
  11. Interpretare un magister potrebbe essere la scelta migliore anche per tutti i dilemmi morali che si porta dietro, ma imporrebbe la classe mago a tutti i giocatori. Io invece credo che manterranno il sistema delle origini tanto apprezzato dalla fanbase e che il magister sarà l'origine del mago umano. Gli elfi potrebbero essere schiavi, i qunari legati alla confinante Seheron e al conflitto che sembra in procinto di scoppiare tra Tevinter e Par Vollen. Per i nani si inventeranno qualcosa. Al contrario del team di sviluppo di Mass Effect, che è stato falcidiato senza pietà, nel team di Dragon Age sono rimasti diversi nomi importanti. Se abbandonano questa tendenza a giocare a chi ha il mondo di gioco più grande, secondo me potrebbe venirne fuori una bella cosa.
  12. Eh, non me lo dire, io mi sto tirando dietro Andromeda da tempo immemore. E la voglia di giocare c'è anche, nonostante i suoi difetti, è proprio il tempo a mancare. Ho deciso che quest'estate farò un'altra run completa di DA, nella speranza che nel frattempo ci sia anche stato l'annuncio del 4. Inquisition è piaciuto anche a me, soprattutto alla luce degli eventi di Trespasser. L'open world di DAI è pessimo, ma la cosa più irritante è che trovare il giusto equilibrio tra open world e narrazione si può, e si chiama The Witcher 3. Speriamo per il futuro. Il combattimento di Origins ha una complessità e una profondità di cui nei seguiti non è rimasta nemmeno l'ombra. Il 2 mi aveva delusa, ma devo dire che il combat ibrido di DAI mi piace ancora meno. O meglio, giocando con una maga mi sono anche divertita, ma appena prendevo il controllo di un guerriero del party gli scontri diventavano noiosi e ripetitivi. Che Weekes sia bravo è indubbio, ma ho capito che mi avrebbe fatto soffrire in modo atroce fin da quanto ho letto "L'impero delle maschere". E infatti poi è arrivato Solas. Poi per carità, personaggio immenso e dall'immenso potenziale, e da fan di GoT non posso negare che alla fin fine la sofferenza mi piace. Mi auguro anch'io che Dorian torni e che riescano a rendergli giustizia anche senza il contributo di Gaider. E so che lui mi mancherà, nonostante il talento di Weekes. Anche io direi almeno due giochi. E per quanto riguarda il Custode, forse la cosa migliore sarebbe un DLC o una sezione del gioco in cui il giocatore torna ad interpretarlo. Però una situazione del genere è abbastanza difficile che si realizzi.
  13. Dragon Age: Inquisition, l'ultimo capitolo della serie fantasy di BioWare, è uscito ormai da quasi tre anni. E tra i fan stanno iniziando le congetture: quando uscirà Dragon Age 4? Quale direzione prenderà la saga? Ultimamente ad agitare le acque è stato Mark Darrah, che con la sua serie di ambigui tweet ha scatenato un susseguirsi di speculazioni sempre più insistenti. Così anche noi siamo tornati a pensare a Dragon Age, e ci siamo chiesti come potrebbe proseguire una delle serie fantasy più celebri del mondo RPG. Il finale di Inquisition lasciava aperte diverse strade interessanti: cosa ci aspettiamo dal nuovo capitolo? Per saperlo, andate a leggere lo speciale a questo indirizzo. E voi cosa vorreste in Dragon Age 4?
  14. topic ufficiale

    Nuove scene di gameplay nel video "dietro le quinte" di The Surge Focus Home Interactive ha pubblicato un video di sei minuti che mostra il backstage di The Surge. Nel corso del filmato, sottotitolato anche in italiano, il team di Deck 13 parla di come ha realizzato il combattimento brutale del gioco e l'originale setting fantascientifico. The Surge, infatti, è ambientato nel futuro, durante un'epoca post-industriale in cui l'ambiente è stato quasi distrutto. Gigantesche corporazioni hanno preso il controllo con l'obiettivo di risanare il pianeta, ma i loro veri interessi sono molto più oscuri. Warren, il protagonista del gioco, lavorava proprio per una di queste corporazioni, la CREO. Nei panni di Warren, i giocatori impareranno a gestire l'exo-suit e si ritroveranno a esplorare ambienti ricchi di segreti e pericoli. Esplorando le profondità di una struttura devastata della CREO, Warren dovrà infatti affrontare operai fuori di sé a causa di un guasto dei loro impianti cibernetici e robot impazziti. Il titolo si è presentato fin da subito come un action-RPG hardcore, sul modello di Dark Souls. L'approccio agli scontri e il posizionamento sono di massima importanza. Ogni passo falso, anche il più piccolo, può portare alla morte del personaggio. Nonostante ciò, come dichiarato da Thorsten Lange di Deck 13: "lo stesso vale anche per i nemici". Di conseguenza, i giocatori potranno sfruttare a proprio vantaggio le debolezze degli avversari. The Surge uscirà il 16 maggio per PC, Xbox One e PlayStation 4. Acquisterete il nuovo titolo dei creatori di Lords of the Fallen? Leggi la news sul portale
  15. topic ufficiale

    Il sistema di quest di Wolcen: Lords of Mayhem In un nuovo aggiornamento, gli sviluppatori di Wolcen: Lords of Mayhem hanno spiegato nel dettaglio il sistema delle quest. A prendere la parola è stato Hadrien, il Gameplay and Rendering Programmer di Wolcen Studio, che nel corso dell'ultimo anno ha implementato diverse nuove caratteristiche del gioco. Il programmatore è ben consapevole che le missioni di Wolcen per ora "non sono un granché". Si tratta di quest brevi e non molto interessanti, diverse dall'esperienza di gioco che il team vuole offrire. L'obiettivo è creare un open-world immersivo e in grado di garantire un certo livello di sfida, e per ottenere ciò le quest sono un tassello importante. Missioni solide e ben costruite, infatti, portano ore e ore di gameplay senza sfociare nella ripetitività. Inizialmente, però, gli sviluppatori hanno preferito concentrarsi su un sistema robusto che fosse facile da gestire e da correggere in caso di bug. I bug relativi alle quest, in effetti, sono piuttosto difficili da risolvere. Tuttavia, qualche mese fa il team ha iniziato a sviluppare quello che Hadrien chiama il New Quest Manager. Questo sistema vede le missioni come una lista di tappe, ognuna delle quali contiene degli obiettivi da superare per poter accedere a quello successivo. Al superamento di ogni passo, il gioco salverà automaticamente la partita. Gli obiettivi del giocatore saranno modificati a seconda del suo comportamento: per esempio, uccidere qualcuno, entrare in un area o anche solo aspettare troppo metterà in atto alcuni eventi oppure altri. Hadrien prosegue poi spiegando nel dettaglio le caratteristiche del sistema e le difficoltà incontrate durante il suo sviluppo. Se volete approfondire i particolari tecnici, potete leggere l'update completo. Wolcen: Lords of Mayhem è al momento in accesso anticipato su Steam. Quali sono le vostre impressioni? Leggi la news sul portale